RIPROGRAMMAZIONE POSTURALE GLOBALE

Mario Bondi

ritorna al mený dei corsi

 

 

 

 

Mario Bondi, da buon principio, ha ricordato che il fine della terapia funzionale si identifica nella riprogrammazione posturale totale. Il rapporto forma/funzione è il cardine che governa l'essere umano dalla prima all'ultima manifestazione della vita. Il rachide dall'andamento concavo intrauterino, dopo la nascita, con il movimento del capo darà luogo alla prima curva cervicale, con il gattonare si comincerà a formare il corpo con le altre curve, e solo più tardi con la posizione eretta e la deambulazione il rachide raggiungerà il suo aspetto definitivo. Nel complesso orofacciale alla nascita la mandibola presenta un andamento sagittale, un'articolazione temporo mandibolare poco definita nei suoi particolari, solo più tardi, con l'allineamento dentale ed il cambiamento della funzione muscolare per i nuovi rapporti dento-articolari, la mandibola potrà assumere la sua definitiva conformazione vertico-sagitale propria dell'adulto. Nell'edentulo la mandibola, per il cambiamento funzionale, potrà assumere, di nuovo, la configurazione che aveva nel bambino prima dell'eruzione dentale. I cambiamenti del complesso orofacciale per funzione e\o crescita, sono trasmessi, dall'osso ioide, l'articolazione atlo-occipitale e la sinfisi, tramite le catene muscolari, al resto dell'organismo instaurando nuove posture dentali, articolari e corporee. Il nuovo tipo di funzione dovuto ai cambiamenti posturali interesserà di volta in volta le labbra, la lingua, l'eloquio, i muscoli facciali, quelli masticatori in particolare, i legamenti ed il periostio.
La genetica non cambia, ma le componenti funzionali possono influenzare il tipo scheletrico positivamente o negativamente, nei limiti della crescita predeterminata. La sutura intermascellare diventa con gli anni sempre più compatta fino a raggiungere una completa saldatura. L'intervento terapeutico precoce incontra, proprio nella sutura intermascellare, meno resistenza, è meno traumatico, più duraturo per la sua azione sulla matrice funzionale e la risoluzione delle nocive controforze disfunzionali influenzeranno positivamente la componente scheletrica di base. Dopo che una diagnosi "elettiva-selettiva" ha permesso di evidenziare il tipo di crescita e le componenti scheletriche da quelle disfunzionali, la terapia funzionale con attivatore individuale potrà risolvere causalmente le componenti dismorfotiche del tipo scheletrico.
Tutte le Classi seconde sono caratterizzate da un angolo ANB aumentato, però questo non significa che tutte siano scheletriche, quelle con crescita ipodivergente sono funzionali o false (componente scheletrica verticale), mentre quelle con crescita iperdivergente sono quelle scheletriche o vere (componente sagittale scheletrica con una mandibola piccola che cresce in basso ed indietro). Il campo della terapia funzionale è quello della crescita ipodivergente, dove la componente scheletrica è quella verticale, e non quello della crescita iperdivergente dove la componente scheletrica, invece, è proprio sul piano sagittale e la mandibola di per se già piccola ruota posteriormente.
Sono state , quindi, ricordate anche le critiche rivolte all'attivatore che si possono riassumere in cinque punti: I° ingombrante, II° non lascia spazio alla lingua, III° non svolge l'azione vestibolare dell'apparecchio fi Frankel, IV° l'azione notturna è insufficiente e di giorno è impossibile portarlo, V° produce l'esoinclinazione dei denti frontali inferiori. Queste critiche possono essere giustificate solo da un'approssimativa conoscenza del "modus agendi" dell'attivatore, ma l'esperienza positiva di oltre quarant'anni di terapia con attivatore, documentata in più forme, assolutamente le rigetta. Punto primo: l'Attivature non va confuso con il monoblocco e quello attuale, "MB", è ancora più ridotto di volume. Punto secondo: l'attivatore "MB" guida la lingua sulla zona di repere e l'azione linguale è trasmessa ai tessuti endorali dalla famosa "druck theorie" (teoria d'urto) di Haeupl intermittentemente tramite le ali dell'apparecchio completamente mobile in bocca. Punto terzo: il rialzo dovuto al morso di costruzione individuale fa svolgere all'attivatore, che viene a trovarsi costantemente al di fuori della posizione di riposo, un effetto superiore a quello del Frankel che può agire "parzialmente" solo se portato di giorno, dato che l'apparecchio viene a trovarsi costantemente nello spazio della posizione di riposo. Punto quarto: tramite il morso di costruzione l'attivatore non solo agisce durante il sonno, ma l'energia muscolare immagazzinata di notte viene usata di giorno per la famosa "azione fantasma" cosi ben confermata dalle ricerche di Petrovic. Punto quinto: se l'apparechio è ben progettato (morso di costruzione + arco vestibolare inferiore + fresaggio), non produce esoinclinazione, ma i denti frontali inferiori possono anche essere endoinclinati.
Circa il "modus agendi" dell'attivatore, è stato puntualizzato come l'azione scheetrica sia dovuta al morso di costruzione ed al fresaggio, mentre quella dentale al fresaggio ed agli elementi ausiliari inseriti sull'apparecchio. L'attivatore con il morso di costruzione stimola i pressocettori (labbra, lingua, parodonto) e con la conseguente modificazione del "modus agendi" muscolare, via "feed back", da luogo ad una riprogrammazione posturale, base della risoluzione causale della dismorfosi (nuova postura dentale, trasformazioni occlusali, cambiamento di relazioni tra le basi mascellari, nuovi rapporti e dimensioni facciali). La pressione generata dall'attività funzionale con il training (energia cinetica) a lo stetching (forze viscoelastiche) muscolare corregge le alterazioni delo sviluppo osseo influenzando la direzione della crescita modificandone il suo modulo. I vantaggi dell'attivatore sono dati dal fresaggio individuale totale, dall'azione reciproca molari denti frontali, dall'attivazione degli elementi ausiliari, dall'uso limitato a quattordici ore al giorno, dalla possibilità d'abbinamento selettivo con altri ausili terapeutici funzionali si da svolgere un trattamento biodinamico globale delle dismorfosi.
In chiusura della seconda giornata sono stati presentati gli esercizi per una ripostura globale, gli esercizi con lo schermo vestibolare, quelli della fonetica ricordando anche le caratteristiche diagnostiche che l'ortodontista può trarre ricorrendo alla pronuncia della F e della S; tutti gli esercizi debbono essere preceduti da quelli del ripristino di una corretta funzione nasale anteriore e posteriore.