ESAME MORFO FUNZIONALE

Luigi Scotti

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VISIONE DORSALE

VISIONE ANTERIORE

VISIONE LATERALE

BIBLIOGRAFIA

 

 

 

Per un attento esame morfo funzionale del soggetto è indispensabile osservare il paziente in diverse posizioni ed atteggiamenti allo scopo di avere una completa ed attenta visione d'insieme delle eventuali deformità posturali.
L'esame inizia, normalmente, con il soggetto in posizione ortostatica e rivolto con la schiena verso l'operatore (VISIONE DORSALE) per continuare, quindi, in posizione frontale e laterale.
La valutazione procede dal basso verso l'alto evidenziando, dapprima, la postura del retro piede.
Il PIEDE può essere in posizione NORMALE, deviato in pronazione o piede VALGO (Fig.1), deviato in supinazione o VARO (Fig.2).

Fig.1:
mod. da S.Fuci - M.Benigni
Fig.2:
mod. da S.Fuci - M.Benigni


I segni da osservare sono essenzialmente i seguenti: l'allineamento del tendine di Achille e la posizione dei malleoli. In situazione normale i tendini di Achille saranno perfettamente allineati sul piano frontale ed equidistanti dai due malleoli; le verticali dei malleoli andranno a racchiudere il piede (Fig.3).

Fig.3: mod. da J.A. Kapandji

Con il malleolo interno spostato in pronazione le verticali avranno un andamento falsato. Il tendine di achille sarà convesso verso l'interno e l'eqidistanza del tendine con i malleoli sarà falsata con maggiore distanza dal malleolo esterno e minore da quello interno. Come ovvio, nel caso di un piede in supinazione (varo) la precedente situazione sarà invertita.
Salendo si osserveranno le LINEE POPLITEE valutando la posizione reciproca sul piano frontale ed eventuali diversità di altezza.
L'osservazione dell'allineamento delle LINEE GLUTEE ci permetterà di valutare le eventuali dismetrie di tutto il segmento dell'arto inferiore.
Per quel che riguarda il BACINO sarà indispensabile osservare l'allineamento delle due ali iliache poggiando le mani sulle stesse e valutandone il rapporto sul piano frontale per l'accertamento di una eventuale dismetria.
L'allineamento dei PROCESSI SPINOSI vertebrali fino al tratto lombo-sacrale e la simmetria dei due TRIANGOLI DI TAGLIA (il "triangolo di taglia" è il triangolo formato per due lati dal profilo del tronco e del bacino e per un lato dal margine interno dell'arto superiore corrispondente addotto al tronco), a braccia e spalle perfettamente rilassate, ci permetterà di valutare la situazione posturale della colonna (Fig.4). In situazione di normalità i processi spinoso vertebrali dovranno essere perfettamente allineati e lo spazio esistente tra il profilo delle braccia e quello del tronco

Fig.4: mod. da S. Hoppenfeld

("triangolo di taglia") dovrà essere simmetrico. L'alterazione di tale spazio potrà essere indicativo di uno spostamento del rachide lombare o dorso-lombare sul piano frontale in presenza di una deformità scoliotica (Fig.4). Sarà facile verificarne la presenza facendo eseguire una flessione anteriore del busto (bending anteriore) ed osservando la perfetta simmetria dei muscoli

Fig.5: mod. da P. Di Leo

paravertebrali nonchè l'allineamento delle apofisi spinose vertebrali o la scomparsa di una curvatura sul piano frontale evidenziata in stazione eretta (atteggiamento scoliotico) o, altrimenti, la comparsa o l'aumento di un gibbo costale (scoliosi vera) in corrispondenza della convessità della curva rachidea (Fig.5).
La presenza di una gibbosità destra o sinistra evidenzierà la strutturazione di una rotoscoliosi. Con una semplice latero flessione si potrà osservare la risposta dei corpi vertebrali interessati: nel caso in cui la scoliosi sarà a sinistra, la latero flessione destra accentuerà il gibbo mentre la latero flessione sinistra tenderà a livellare le due zone paravertebrali.
L'osservazione della posizione delle SCAPOLE sul piano trasverso ci permetterà di verificare la eventuale componente alata delle stesse e di valutare la distanza interscapolare che nella norma è di circa tre dita.
Concentrando, quindi, l'attenzione sul TRATTO DORSALE ci si potrà rendere conto della presenza o meno di una struttura cifotica o, al contrario, di una verticalizzazione della colonna toracica, nonchè di eventuale rotoscoliosi.
Le SPALLE non dovranno essere nè risalite, nè troppo spioventi senza tensioni a livello del trapezio che dovrà essere facilmente palpabile. Si potrà, inoltre, notare la presenza o meno della simmetria verticale destra-sinistra con l'elevazione di una spalla rispetto all'altra.
La posizione del tronco rispetto al bacino deve essere accertata valutando la direzione della linea di appiombo della regiona occipitale che potrà cadere nella fessura interglutea o al di fuori di essa. Nel primo caso ci troveremo in assenza di una deviazione scoliotica od in presenza di una deviazione compensata, nel secondo constateremo la presenza certa di una deviazione sul piano frontale.
Il soggetto sarà, quindi, fatto ruotare per permettere una VISIONE ANTERIORE.
Osservando il paziente dal basso verso l'alto ahndremo a ricercare ciò che è stato esaminato dorsalmente con alcuni parametri in più. Una volta fatte unire le gambe, si procederà alla osservazione delle ZONE DI CONTATTO. In un arto ben allineato dovremo trovare, partendo dall'alto verso il basso: una zona di non contatto tra il pube ed i muscoli adduttori, una zona di contatto a livello dei muscoli addutori (circa a metà coscia), un'altra zona di non contatto tra gli adduttori ed i condili femorali mediali (all'altezza delle ginocchia) che si toccano. In caso di alterazioni quali le ginocchia vare o valghe, queste zone di contatto saranno completamente diverse come mostra la Fig.6 e la Fig.7.

Fig.6: mod. da S. Hoppenfeld
Fig. 7: mod. da S. Hoppenfeld

A livello del bacino sarà sufficiente portare l'attenzione sulla posizione delle spine iliache anteriori superiori (SIAS) per evidenziare antero o retro versioni ed intra od extra rotazioni. Esamineremo, quindi, il TRIANGOLO DI TAGLIA da una visuale frontale. A livello del torace sarà bene soffermarsi sulla presenza di eventuali depressioni, che indicano la presenza di un gibbo dorsale, ed osservare l'ALLINEAMENTO delle CLAVICOLE la cui asimmetria può far sospettare la presenza di tensioni muscolari a livello del trapezio. Anche il capo ed in particolare l'obliquità dell'ASSE BIOCULARE può evidenziare la presenza di un conflitto nella cerniera cervicale e di tutte le catene muscolari ad essa connesse.
Come le precedenti osservazioni, anche la VISIONE LATERALE ci può fornire utili informazioni sulle anomalie strutturali o posturali evidenziando: ginocchio recurvato o flesso, bacino in retro-anteversione, spalle in ante-retropulsione, capo antepulso o verticalizzato, etc.. In particolare, osservando il soggetto lateralmente, andrà posta attenzione alla posizione del capo rispetto al resto del corpo.
La valutazione posturale va effettuata con il soggetto appoggiato ad una parete al fine di valutare le zone di contatto. In posizione rilassata e comoda, se l'allineamento è ideale, si reperiranno contatti in zona "occipitale", in zona "scapolare" in corrispondenza di D6-7-8, in zona "glutea" all'altezza di S-2 ed in corrispondenza dei talloni. In un soggetto normale appoggiato al muro le distanze cervicale (tra la nuca ed il muro) e lombare (tra le reni ed il muro) dovranno risultare uguali. Nel soggetto paramorfico, invece, dette misure sono diverse. Per poter misurare ed apprezzare l'entità dell'eventuale paramorfismo sarà sufficiente misurare con una squadretta da disegno tali valori. Ad esempio se la zona lombare risulta, come distanza al muro, superiore a quella cervicale e non vi è contatto della zona glutea, si potrà notare come la differenza tra il tratto lombare e quello cervicale, in relazione alla verticale dal muro, sia uguale alla distanza tra i glutei ed il muro, vale a dire che l'entità della lordosi (e\o della cifosi) sarà, per grandi linee, uguale a tale distanza.
Altro metodo rapido di valutazione posturale in lateralità è quello che prende in considarazione la verticale condotta dall'orecchio. L'allineamento corretto prevede che la perpendicolare condotta dall'orecchio passi appena sul davanti del moncone della spalla, scenda toccando l'articolazione coxo-femorale avanti al piano del grande trocantere, passi davanti al condilo laterale del ginocchio e vada a cadere appena sul davanti del malleolo peroneale. Alterazioni di carattere posturale per una eccessiva proiezione avanti del capo o per una sua retropulsione possono essere determinate dalla presenza di un atteggiamento compensatorio a vari tipi di situazioni patologiche e non. Esempi classici più evidenti e comprensibili sono quelli della maternità e dell'obesità (Fig.8) in cui il rachide accentua rispettivamente la curva lombare e quella dorsale con appiattimento, in questo secondo caso, della curvo lombare.

Fig. 8: mod. da E. Ciammaroni - F. Ferretti

Al termine della breve esposizione è utile ricordare che, per un utile approccio all'esame morfo funzionale, sono necessari pochi minuti passati nella osservazione del nostro paziente senza pretesa di essere fisiatri-fisioterapisti-kinesiologi-osteopati-etc., non dimenticando, d'altronde, che prima di essere ortodontisti siamo medici ……….

BIBLIOGRAFIA

- Ciammaroni E., Ferretti F.: Il trattamento cinesico del rachide. Salus Edizioni Scientifiche - Ascoli Piceno 1977.
- Daniels L., Worthingham C.: Esame del sistema muscolare. Verduci Editore - Roma 1982.
- Di Leo P.: Compendio di cinesiologia correttiva e rieducativa. OIC Medical Press - Firenze.
- Fucci S., Benigni M.: Meccanica dell'apparato locomotore applicata al condizionamento muscolare. CONI EMSI - Roma 1985.
- Hoppenfeld S.: L'esamenobbiettivo dell'apparato locomotore. Aulo Gaggi Editore - Bologna 1985.
- Kapandji I. A.: Fisiologia articolare. Marrapese Editore DEMI - Roma 1983.
- Tittel K.: Anatomia Funzionale dell'uomo. Edi. Ermes -Milano 1980.
- Tribastone F.: Compendio di ginnastica correttiva. Società Stampa Sportiva - Roma 1985.